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1529–1575

LV

Giovan Battista Nicolucci

Ahi, quando fia ch'io vi rivegga e ode, occhi leggiadri, e voi dolci parole, cibo che il cor console? La misera memoria inamorata

tal pastura non serba che possa ricrear mia vita acerba. Ahi, che sol la speranza che a me ritorni, ahimè, la faccia amata

può tanto rinforzar la rimembranza, che a l'alma afflitta nutrimento cresca. Ma gelato timor mi si rinfresca del mio ben che ritardi,

e fa che dal cor esca quel poco caldo che gli accenti e i guardi ahi, prometteva: donde il petto ha l'esca. Così del viver mio più poco avanza,

se speme non m'allumi il mio bel sole, ch'a la morte m'invole.

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