Ahi, quando fia ch'io vi rivegga e ode,
occhi leggiadri, e voi dolci parole,
cibo che il cor console?
La misera memoria inamorata
tal pastura non serba
che possa ricrear mia vita acerba.
Ahi, che sol la speranza
che a me ritorni, ahimè, la faccia amata
può tanto rinforzar la rimembranza,
che a l'alma afflitta nutrimento cresca.
Ma gelato timor mi si rinfresca
del mio ben che ritardi,
e fa che dal cor esca
quel poco caldo che gli accenti e i guardi
ahi, prometteva: donde il petto ha l'esca.
Così del viver mio più poco avanza,
se speme non m'allumi il mio bel sole,
ch'a la morte m'invole.