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1529–1575

IX

Giovan Battista Nicolucci

L'orror, che i tetti e i cor dal fondo scosse, e con tocchi tremendi e teme crebre crebbe, entrando e crescendo le tenèbre, quanto il sangue agghiacciò, gli spirti cosse.

Le voci fioche, i gridi, a le percosse, al muggir de l'interne alte latebre, sembrar che il globo dal gran dì funebre o da sdegnato ciel distrutto fosse.

Ozio, che sotto gli inaurati fregi lentamente premevi piume pigre, che fêr d'Alfonso i faticosi pregi? Or la ruina fa tue piante impigre,

e l'eterno Motor, perché nol pregi, tra nuda terra tienti e arie nigre.

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IX · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove