Nel dolce tempo in che rivolse i lumi
il tosco spirto a la sua verde pianta,
raccender mi sentìi con luce santa
non sopra Sorga, ma sul re de i fiumi,
non da bassi di vil stanza costumi,
ma da real virtù, di cui si vanta
il nido de l'augel, che l'ali ammanta
d'argento tal, ch'eternità le impiumi.
E se al dì ch'oscurò l'eterno Amore,
non fu il mio caso, fu ne i giorni afflitti,
che a Dio ci unì dal centro alto terrore.
Ma come a lui Lauretta e a me prescritti
son rai di ben divin che luce al core,
avess'io inchiostri contra il mondo invitti!