Donna d'alte beltà, dal ciel discese,
piangendo e sospirando in santo coro
la natia riva scossa, ove io l'adoro,
de i dolci pianti e sospir suoi m'accese.
L'arme, già al tempio d'Elicona rese,
i' ripigliai, non perché il crin d'alloro
cinger pensassi, ma per mio ristoro
intra del mondo e di fortuna offese.
Or, se questi pensier vince l'oggetto
e il duol (però che l'un m'alza da terra,
l'altro in amaro versa ogni diletto),
ascrivasi il mio stil, se non s'atterra,
solo al vivo valor di lei perfetto,
e al mio troppo desio l'aspra mia guerra.