Da l'alta luce (oh, dir potess'io mia!),
che di gioie di Dio l'alme tranquilla,
cibo prendei tra l'una e l'altra squilla
de l'angelico altrui prego a Maria.
Così un lungo digiun di fame ria,
vorace più che una Cariddi o Scilla,
vincer pensai; ma il mio spirto vacilla,
ben ch'a pena da lei partito i'sia.
Gelando il preso umor per la paura,
ch'ebbi, restando sol, di restar morto,
anco egli di nutrir le vene resta.
L'amar nero liquor, che qui s'indura
(vedovo afflitto cor, tua degna vesta),
ah, chiede il chiaro, ahimè, dolce conforto!