Freschi, tepidi, ombrosi, aprici colli,
che lima, onde si nome e corre a l'ostro,
basso torrente in mezzo a vago chiostro,
e contrarie acque fanno adusti e molli;
a che l'umor di refrigerio i'volli,
che prende e versa il chiaro stagno vostro,
se a cocenti sospir spesso v'ho mostro,
che m'ardon sempre più miei desir folli?
Or voi lasciando, e il lungo tosco piano,
e l'alto sol, che la montagna sferza,
vo a Borea e a un altro sol via più sovrano.
E sento già l'aspra vital mia sferza
de'suoi dolci occhi con tal pro, che in vano
morte ver me da cime alpestri scherza.