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1529–1575

CXXXIV

Giovan Battista Nicolucci

Detto m'avesse almen: - Vo' che tu mora; ho in odio che tu viva; grato ho il duol che t'accora- o qualche altra parola in tutto priva

d'ogni clemenza, tal che l'alma ria si fosse mostra del mio viver schiva e desïosa de la morte mia, che più che vita avrei tal morte in pregio.

Ma s'obedirla ai cenni suoi mi pregio che cercar altro? Non m'ha fatto certo de l'indurato cor? Non m'ha scoperto che s'avede ch'io pero e che il consente?

Se gli atti son palesi ch'accade che palesi più con la voce la sua chiara mente? Se la mia sorte acerba

non ha voluto mai che in cosa alcuna i' possa compiacer questa soperba servirolla in quest'una: ch'o mi morrò, né di morir mi dole,

poich'ella per cui vivo, a cui si serba quanto viver potrei, morto mi vole.

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CXXXIV · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove