Dolce rinchiuso sen tra colle e monte,
che Villa in nome sì, ma in vista scorgo
celeste corte: e tu, pendente borgo,
ch'in sul piè a l'alba teso, alzi la fronte;
al vostro sparso da due spilli fonte
in un soave prezioso gorgo
le fauci e la terrena spoglia porgo,
tratto dal suo de le sue forze conte.
E spero rintuzzar l'ardore che nacque
e sorse dal sanguigno arido seggio,
pur ch'il caldo amoroso non l'accenda.
S'ammollirete, o vive e lucide acque,
amor sì acerbo, a voi più fama veggio
che s'addolciste amara morte orrenda.