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1529–1575

CXXXIII

Giovan Battista Nicolucci

Ch'io debbia, ahimè, miseramente uscire di questa vita che in estremo langue, e che costei, più cruda assai ch'un angue, qual sia l'animo suo non m'abbia a dire?

Non vo' che per pietà del mio martire la viva morte mia le mova il sangue; ch'io son sì ributtato e così essangue che non n'ho speme, no, né pur desire,

ma il refrigerio, che bramato avrei nel profondo del tanto aspro cordoglio, era perir per suo voler espresso. Deh, perché a me da troppa doglia oppresso

non rispos'ella, quando i' dissi a lei: - Volete voi ch'io mora? - - Sì, che voglio -?

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CXXXIII · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove