Ch'io debbia, ahimè, miseramente uscire
di questa vita che in estremo langue,
e che costei, più cruda assai ch'un angue,
qual sia l'animo suo non m'abbia a dire?
Non vo' che per pietà del mio martire
la viva morte mia le mova il sangue;
ch'io son sì ributtato e così essangue
che non n'ho speme, no, né pur desire,
ma il refrigerio, che bramato avrei
nel profondo del tanto aspro cordoglio,
era perir per suo voler espresso.
Deh, perché a me da troppa doglia oppresso
non rispos'ella, quando i' dissi a lei:
- Volete voi ch'io mora? - - Sì, che voglio -?