Parole, accenti, e spirti,
armatevi di duol, d'ira, e di sdegno
per chiarir quanto il mio martir sia indegno.
Ch'espugnate non cheggio
questa nostra e d'amor dura nimica,
ché il cor di gelo adamantin le veggio,
e pria si strugge che scaldarsi il ghiaccio;
ma cerco uscir d'impaccio,
e far sì che l'interno mio le dica,
e se la sorte amica,
che non ci fu già mai, ci fosse alquanto,
al rimirar chiuso negli occhi il pianto,
che la soverchia ambascia
piover giuso non lascia,
e per lo fin, che del mio fral mi sfascia,
trasfigurato il viso,
ella avria il petto da pietà conquiso,
né più bisogno fora
venir con voce fulminante fora.
Quando a tal vista intenerir non s'abbia
se ben m'anciderà sua fiera voglia
disfrenerò le labbia
a l'impeto e a la rabbia,
mostrando con che salda fede i' soglia
regger l'acerba doglia,
ché bella morte ai morti è caro pegno,
ed ai vivi di vita chiaro segno.