Vive ragion da rischiarar gli abissi,
dolorose parole, irati accenti,
accompagnate i duri miei lamenti
e i pensier neri in quella cruda fissi.
Quanto già mai cantando piansi e scrissi
di sua beltà con voci fioche e ardenti
rimproverate, e in quanti aspri tormenti
e in quante morti per soffrirla vissi.
Alma, che fai? Di chi sospiri e pensi?
Andiam, ch'ancor potria toccarle il core
l'aspetto che l'estreme angosce mostra;
se non la move poi la faccia nostra
scioglierem contra lei dal petto i sensi,
e se morrem chi mor con pro non more.