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1529–1575

CXXII

Giovan Battista Nicolucci

Quei rai celesti, non pur spade e penne ponno atterrar, ma, come è chiaro al mondo, corone e scettri, ancor ch'il bel giocondo splendor l'alme percosse a gloria impenne.

I'sol se caggio, quand'ella m'accenne, più risorger non posso, ché il gran pondo d'altrui voglia crudel mi tira al fondo, togliendomi il vigor che mi sostenne.

Bench'io però inalzar quei due bei lumi non osa e il petto il duol non disacerbe con voci sparse al cielo, o in suon distinte, di sue care virtù mie note acerbe

nel cor incise e ne la faccia pinte fien ministre a ogni età d'alti volumi.

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