Dunque costei, che per mia pace tolsi,
e per un ben maggior d'ogni altro elessi,
avrà co' suoi tanto i miei spirti impressi
ch'io non potrò svoler quel che già volsi?
L'effige sua con la mia pena accolsi,
e i desir e i pensieri ardenti e spessi
fien di morte crudel fidati messi,
e il cor non svolverò, s'a doglia il volsi?
Con sollecito studio, affanno, e tempo,
adoprando natura, ingegno, ed arte,
potuto avrò turbar l'almo riposo,
e per temprar lo strazio empio amoroso
con la ragion, che il troppo affetto parte,
sì pronto non sarò, ch'io non sia a tempo?