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1529–1575

CXXII

Giovan Battista Nicolucci

Dunque costei, che per mia pace tolsi, e per un ben maggior d'ogni altro elessi, avrà co' suoi tanto i miei spirti impressi ch'io non potrò svoler quel che già volsi?

L'effige sua con la mia pena accolsi, e i desir e i pensieri ardenti e spessi fien di morte crudel fidati messi, e il cor non svolverò, s'a doglia il volsi?

Con sollecito studio, affanno, e tempo, adoprando natura, ingegno, ed arte, potuto avrò turbar l'almo riposo, e per temprar lo strazio empio amoroso

con la ragion, che il troppo affetto parte, sì pronto non sarò, ch'io non sia a tempo?

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