In quale orecchia di fedeli amanti,
scoprendo la cagion de'miei martiri,
stillar potrò con ardenti sospiri
i per lungo timor gelidi pianti?
Qual gentil petto a i lagrimosi canti,
che con inchiostro non con voce i'spiri,
si degnerà che casti alti desiri
restin per forza altrui scarsi e tremanti?
Voi sol, Guarin, quale amatore e amico,
a fede e a pietà mio Amor vi sfida
mentre nel chiuso foco mio v'intrico.
Ma s'è l'alma in noi due sol una guida,
sfogasi a quel bel sol, ch'è a voi sì aprico,
mio cor con vostra lingua, ov'ei s'annida.