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1529–1575

CXVIII

Giovan Battista Nicolucci

In quale orecchia di fedeli amanti, scoprendo la cagion de'miei martiri, stillar potrò con ardenti sospiri i per lungo timor gelidi pianti?

Qual gentil petto a i lagrimosi canti, che con inchiostro non con voce i'spiri, si degnerà che casti alti desiri restin per forza altrui scarsi e tremanti?

Voi sol, Guarin, quale amatore e amico, a fede e a pietà mio Amor vi sfida mentre nel chiuso foco mio v'intrico. Ma s'è l'alma in noi due sol una guida,

sfogasi a quel bel sol, ch'è a voi sì aprico, mio cor con vostra lingua, ov'ei s'annida.

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