L'arme di Marte, che sì ben vestite,
e quelle pegasee, ch'io reggo a pena,
col lume della fronte alta e serena
d'inalzarne, signor, mostrinsi ardite.
Indi di cor, se non di forza, unite
pur a quel lume, ch'a gioir ne mena,
tengan converso ogni lor spirto e lena,
tal che dal tempo non sian mai schernite.
Quando del nostro fral fia terra lieve,
s'involgan poi quest'arme insieme, e un pino
di sostentar sia degno il sacro invoglio.
Nel qual leggasi allora il mio destino,
ch'or si nasconde, e dica il vostro breve:
tu ben di Dio mi fosti, i'ben ti voglio.