Ancor che in riva al nostro real fiume,
signor, di vaga luce acceso i'fossi,
non però i piè, né pur i pensier mossi
per tor di mano al sole il suo bel lume.
Ma poi che folgorato oltre il costume
caggio nel Po, con le midolle e gli ossi
arsi d'amor, non da i folgori scossi,
prendo voce canora e bianche piume.
Novo Fetonte in non udita foggia
spento non resto, e a maggior vita aspiro,
e mi trasformo in cigno, ch'alto poggia,
aprendo al ciel il mio chiuso sospiro,
ove di lei la gloria e vostra alloggia:
quasi due soli, ch'io cantando miro.