Quanta invidia ti porto, o caro foglio,
poich'a madonna rimarrai dinanzi,
e tanto più, che in questo ancor m'avanzi,
ch'ella almen ti vedrà priva d'orgoglio,
e se, come sperar m'aggrada e voglio,
la memoria di me la porta inanzi,
quanto felice diverrai se dianzi
misero ti bagnava il mio cordoglio.
O più che d'oro, più che in marmo impresse,
più che notate agli obelischi ed archi,
beate lettre di beato umore!
Oh che desir, se di là si sapesse
che que' begli occhi a voi non fosser parchi,
racccenderei nel mio gelato core!