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1529–1575

CXLIX

Giovan Battista Nicolucci

Non spazioso mar, non scoglio alpestre mai fu, se di furor s'arma e minaccia, qual questa riva, donde giù di traccia par che il centro dal mondo si scapestre.

L'un occhio mira il mio signor terrestre, che il tempio rio lunge da noi discaccia, e l'altro quel del ciel, perch'a me faccia, quantunque peccator, le stelle destre.

Da i volanti corsier, dal balzo e gorgo percosso, al fin moro a mia speme e a i sensi, e senza schermo sottosopra sorgo. Vivo del Redentor gli spirti accensi,

e i pronti lumi a la salute porgo. O grazia, o don, a tanta morte immensi!

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CXLIX · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove