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1529–1575

CXLIV

Giovan Battista Nicolucci

Tra luci, onde umilmente si circonda di vostra eterna aurora il real seggio, una sovente (ah, non mai quasi!) i'veggio ch'è appo voi sola: e null'altra è seconda.

Ch'ella, che ha il sol da voi, non mi nasconda il ben del Re del ciel, sempre vi cheggio: e s'arrivo, se in cerchio o altrove i'seggio, i pensier ne i suoi rai mio cor profonda.

Come il Motor de le superne spere suol a qualche sembianza a lui più cara aprir il sen tra le angeliche schiere, deh, piacciavi accennar da l'alma chiara

voglie in costei così pietose e vere, che il ben m'insegni che da Dio s'impara!

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