Tra luci, onde umilmente si circonda
di vostra eterna aurora il real seggio,
una sovente (ah, non mai quasi!) i'veggio
ch'è appo voi sola: e null'altra è seconda.
Ch'ella, che ha il sol da voi, non mi nasconda
il ben del Re del ciel, sempre vi cheggio:
e s'arrivo, se in cerchio o altrove i'seggio,
i pensier ne i suoi rai mio cor profonda.
Come il Motor de le superne spere
suol a qualche sembianza a lui più cara
aprir il sen tra le angeliche schiere,
deh, piacciavi accennar da l'alma chiara
voglie in costei così pietose e vere,
che il ben m'insegni che da Dio s'impara!