L'orgoglio vostro e la miseria mia
levato m'han che in voce non v'esponga
a che stato mortale e dolce i' sia,
però da voi si ponga
le luci, e, s'esser può, pietosamente,
sopra la breve carta qui presente,
perché quel che a voi piace è la mia vita
e quel che a voi dispiace è la mia morte.
Se vi spiacque mia vita
mia vita fu mia morte;
se vi piacque mia morte
mia morte fu mia vita.