Ch'io dica come qua discese un lampo
del maggior ben di Dio, che in manto terso
traluce, e a sé tirar può l'universo
(se il cieco mondo a tanta gloria ha campo)
e come il suo bel foco, donde avampo,
di noi consumi ogni terren perverso,
perché l'alma col volo al ciel converso
abbia dal centro al ciel sicuro scampo,
mi dice Amore. E io rispondo:–Or come
parlar poss'io, se acciò che il cor non s'erga,
premon la lingua mia spietate some?–
Ei mi soggiunge:–Queste carte verga,
e per tue altere doglie il suo gran nome
lascia che poi d'eternità le asperga. –