Voi sacraste, signor, la vostra spada
a l'alta luce del gran ben di Dio,
e sicura la fate da l'oblio,
con opre ond'ella sopra il ciel ne vada.
Perché di lei risoni ogni contrada,
e resti eterno il suon, che far poss'io,
se mi diè per cantarla il destin mio
la voce e or vuol che dal canto i'cada?
Ma se altrui cenno la mia lingua lega,
e non già il cor ch'ogni legame scioglie,
fuor quel che annoda Amor, né morte slega.
Sue beltà, che a'miei lumi il ciel non nega,
e mie tacite amare pene accoglie,
e in dolce grido questa penna spiega.