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1529–1575

CXIV

Giovan Battista Nicolucci

L'orribil visïon che avea sì ficca la mente in sé ch'ancor non se ne spicca; intendo al grave stato in ch'io vi trovo, e tanto a ciò mi movo

ch'altrove esser non posso mai converso. Svellers'i boschi e diruparsi i fonti, e congiungersi i monti, ed inghiottire il bel de l'universo;

esser tratto da nuvoli soverchi per aria il mar fin sopra gli alti cerchi, cader il sol dal cielo, e da l'un polo a l'altro in ogni verso

stendersi un grosso velo di sempiterne tenebre cosperso, e tutto l'emisperio orbo e meschino mi parea per camino.

Questo sogno non fu, perch'io vegghiava, ma il cor, che il sentimento vostro aggrava, del mal più che del ben fatto indovino, al pensier così sconci oggetti dava.

L'imaginato caso de le tante beltà giunte a l'occaso or par che mi dimostri che se dagli occhi nostri

leverà morte così bella faccia non fie più cosa al mondo che ne piaccia.

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CXIV · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove