L'orribil visïon che avea sì ficca
la mente in sé ch'ancor non se ne spicca;
intendo al grave stato in ch'io vi trovo,
e tanto a ciò mi movo
ch'altrove esser non posso mai converso.
Svellers'i boschi e diruparsi i fonti,
e congiungersi i monti,
ed inghiottire il bel de l'universo;
esser tratto da nuvoli soverchi
per aria il mar fin sopra gli alti cerchi,
cader il sol dal cielo,
e da l'un polo a l'altro in ogni verso
stendersi un grosso velo
di sempiterne tenebre cosperso,
e tutto l'emisperio orbo e meschino
mi parea per camino.
Questo sogno non fu, perch'io vegghiava,
ma il cor, che il sentimento vostro aggrava,
del mal più che del ben fatto indovino,
al pensier così sconci oggetti dava.
L'imaginato caso
de le tante beltà giunte a l'occaso
or par che mi dimostri
che se dagli occhi nostri
leverà morte così bella faccia
non fie più cosa al mondo che ne piaccia.