Da poi che rispirar più non mi lice,
more il mio cor nel petto;
e morendo mi dice
ch'io venga al vostro aspetto,
e vi presenti il suo stato infelice,
che ne può tôrgli in morte
sua fé sincera e forte:
e che vostri occhi i'preghi,
sì che pietosa vista a lui si pieghi.
Né sa il meschin già morto
che mia fortuna a torto,
perch'io non sia più vivo,
m'ha di me stesso e de'vostri occhi privo.