Se veder voglio ascolto, e s'udir deggio
gli occhi aguzzo, e l'udir dagli occhi attendo;
se son per affermarmi i passi stendo,
e immobil me ne sto s'andar mi creggio.
Mentre mi fermo, o vado, o sento, o veggio,
che vegga e senta e faccia non intendo;
doglia e timor da la speranza prendo,
e in mezo del timor spero e vaneggio.
Donna, se la famiglia de' miei sensi
è sì confusa che l'un l'altro caccia,
voi, la reina sua, non la reggete;
lo spirto, che vi do, disperso avete,
ond'io nol trovo, e, ne la vostra faccia,
quando pensai di spinger l'alma spensi.