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1529–1575

CXCVI

Giovan Battista Nicolucci

Amor, seco mirando dal Ciel madonna, quando vide il crin d'or, ch'è un sol che vince il sole, disse queste parole:

- O chiome al mondo sole, in voi sole mi fido; non sarà più mio nido Pafo, o Citera, o Idalio, o Menfi, o Gnido. -

Poi, tacendo, discese, e dentro vi si stese, e sempre più sentì tanto diletto da questo albergo eletto

che per starvi ristretto ivi aver volse l'esca, acciò che mai non esca e il partir per cibarsi non gli incresca.

Ivi con nove frodi si pose a formar nodi con che gli incauti cori, ond'egli ha vita, per la strada smarrita

prendesse a la partita che fan dai petti loro quando il dolce tesoro, li tira ne' capei coi lacci d'oro.

Or, mentre che s'adopra intorno a sì bell'opra, volò sopra la fronte, e fu sì fiso ne l'angelico viso

che si trovò conquiso da vago ardente lume, in cui scote le piume s'avien che quel calor troppo il consume.

Così più non fatica per legarci, né intrica le bionde trecce come avea proposto, ma negli occhi s'è posto,

e saetta nascosto perché nïun si guardi, e son gli aucti dardi e l'arco suo le ciglia e i dolci sguardi.

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