Di que' bei guardi, che ferito m'hanno
e potrian anche un dì sanar la piaga,
l'anima mia, quantunque ognor s'appaga,
non però scorge il fin del lungo affanno,
e, se parole sente che la fanno
del suo foco gentil sempe più vaga,
in questi affetti non è ancor presaga,
né partecipe d'altro che di danno.
Gli occhi leggiadri accendon l'esca, e l'aura
de la dolce favella entro vi spira;
oh refrigeri a tanta arsura spenti!
Poi, quando a sé quello spirar si tira,
Amor l'incendio più che mai ristaura
con l'arme sue, che son due lumi ardenti.