L'opra d'amor, che negli amanti luce,
è sì tepida e ascosa
che voi, de l'età nostra unica luce,
voi, vivo sol che i petti scalda e irraggia,
non la vedete chiara ed amorosa?
Poiché sete non men che bella, saggia,
con dritt'occhio scoprite
dal mio cor che ferite
versin lo spirto a voi;
e, se l'amata cosa
de' riporre in chi l'ama gli amor suoi,
e fortemente amar s'amata è forte,
racendete oramai
del vostro affetto le scintille smorte.
Con voglie così ardenti transformai
mia vita in voi, che, se da voi fien scorte,
non mi darà la tepidezza morte.