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1529–1575

CXCI

Giovan Battista Nicolucci

Lieve favilla, che i miei spirti sugge dal cor a dramma a dramma, mai non diventa fiamma e mai non si distrugge,

né mi s'appressa mai, né mai mi fugge. S'amor, che i suoi seguaci desta e infiamma, avesse costei presa già si sarebbe arresa,

e, di voler conforme, per quella strada ch'a fin dolce giunge d'amor seguito avria con meco l'orme, e, se l'odio che gli animi disgiunge

pria l'avesse gelata, la cura che mi punge morte lunga e crudel non saria stata. Questo tanto languire

è peggio che il morire; ella sia ghiaccio o foco, che s'è di mezo i' pero a poco a poco.

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