Lieve favilla, che i miei spirti sugge
dal cor a dramma a dramma,
mai non diventa fiamma
e mai non si distrugge,
né mi s'appressa mai, né mai mi fugge.
S'amor, che i suoi seguaci desta e infiamma,
avesse costei presa
già si sarebbe arresa,
e, di voler conforme,
per quella strada ch'a fin dolce giunge
d'amor seguito avria con meco l'orme,
e, se l'odio che gli animi disgiunge
pria l'avesse gelata,
la cura che mi punge
morte lunga e crudel non saria stata.
Questo tanto languire
è peggio che il morire;
ella sia ghiaccio o foco,
che s'è di mezo i' pero a poco a poco.