Al trar del fiato con rimbombi angusti,
che rallarga le fauci e gli occhi stringe,
più volte e più madonna il petto spinge,
per gli spirti d'umore e gelo onusti.
E il mio mirarla con pensieri augusti
me a l'atto istesso e non simil costringe:
perché vien, dura, va, torna e dipinge
il viso mio per tempi e modi giusti.
Così l'interno di sua vaga spoglia
veder potessi, ché sapria ben donde
l'alma mia senza me tor legge e voglia.
Ma poi che questa cruda il cor m'asconde,
di fuor la seguirò: ché anco a la foglia
spesso scoprir si suol qual sia la fronde.