Ohimè, chi ha spento i leggiadretti lumi,
i vezzi cari, i dolci ringhi e morsi,
il giacer fido, i desiati corsi,
gli onesti, ove non senno era, costumi?
Ohimè, chi vi terrà quei due bei fiumi,
che infino a i due poggetti, ohimè, son corsi?
Chi al vostro afflitto cor darà soccorsi,
donde restando sol non si consumi?
Ma vi consoli co'presagi suoi
il ciel, che ancor che dal superno regno
non miri morte tal, cura di voi.
Perché mancando il don, che in dolce pegno
vi diè d'amor gentil chi partì poi,
che il donator non è lontan, vi è segno.