Quando nel moto de'begli occhi immote
vidi le luci di madonna in voi,
che v'arricciava i crin con gli aghi suoi,
per abbellir le belle vostre gote;
scorra giù il tempo de l'eterne rote,
e invecchi e abbatta le nostre opre e noi
–dissi tra me–ché non fia che v'annoi,
né che sian mai queste beltà rimote.
Ma riflettendo l'alto suo lavoro,
mentre ella il viso a voi con leggiadr'arte
rifè, disfece a me l'alma, ch'è spenta;
ond'io morrei, se del divin ristoro
che voi prendeste, i'non sentia tal parte,
ch'or la memoria il cor ciba e sostenta.