Strana legge d'amore,
modi contrari, disusate tempre,
onde forz'è che il cor mi si distempre
ch'io debbia udir novella
di cose, ahimè, che tanto schifo e abborro
invece de l'angelica favella,
né gir con gli occhi ove con l'alma corro,
e che pur anche i' voglia
contemplar la sua faccia onesta e bella,
il leggiadro sembiante,
ed altre cose tante
di che il piacer m'invoglia.
Maraviglia m'arresta
spesse fiate, in mezo ai pensier miei,
come lo spirto sia distratto ognora
e tolto quel di ch'io viver devrei,
né però mai si mora;
virtù d'amor è questa,
che quanto men nostri travagli tempre
via più dolce l'amar ci renda sempre.