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1529–1575

CLXXXVII

Giovan Battista Nicolucci

Strana legge d'amore, modi contrari, disusate tempre, onde forz'è che il cor mi si distempre ch'io debbia udir novella

di cose, ahimè, che tanto schifo e abborro invece de l'angelica favella, né gir con gli occhi ove con l'alma corro, e che pur anche i' voglia

contemplar la sua faccia onesta e bella, il leggiadro sembiante, ed altre cose tante di che il piacer m'invoglia.

Maraviglia m'arresta spesse fiate, in mezo ai pensier miei, come lo spirto sia distratto ognora e tolto quel di ch'io viver devrei,

né però mai si mora; virtù d'amor è questa, che quanto men nostri travagli tempre via più dolce l'amar ci renda sempre.

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