Lampeggiava il mio sole,
e in cinque densi raggi un vivo ghiaccio
di vago e dolce lampo
(per cui quanto più agghiaccio,
tanto più tremo e avampo)
scoprir volea nel mio sembiante umile.
Ma in quel moto gentile
ecco d'un sdegno nube,
che par ch'un poco di splendor mi rube.
Se ciò non era, la sua ardente face
(però che il mio immortale
non avria avuto se non arse l'ale
al ben d'eterna pace)
il cor mi distruggea, ch'ancor si sface.