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1529–1575

CLXXXVII

Giovan Battista Nicolucci

Lampeggiava il mio sole, e in cinque densi raggi un vivo ghiaccio di vago e dolce lampo (per cui quanto più agghiaccio,

tanto più tremo e avampo) scoprir volea nel mio sembiante umile. Ma in quel moto gentile ecco d'un sdegno nube,

che par ch'un poco di splendor mi rube. Se ciò non era, la sua ardente face (però che il mio immortale non avria avuto se non arse l'ale

al ben d'eterna pace) il cor mi distruggea, ch'ancor si sface.

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CLXXXVII · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove