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1529–1575

CLXXXVI

Giovan Battista Nicolucci

Che poss'io più s'amor mi sferza e punge, ed ora gli atti fa contra i desiri, ora i desiri contra gli atti pronti, e ripugnanti voglie in un congiunge?

Non sol i' fingo, e i miei dolci martiri non lascio che sian conti a quei che in un gentil drapel ristretto spesso si trovan con la donna mia,

ma, bench'io gli ami e rïamato sia, d'odiarli son astretto, perché da lei che adoro mi disvia ogni motto che alcun di lor mi faccia,

né però l'odio amor da sé discaccia, e sì mi bolle il petto che allor a chi più mi si mostra amico, e mi è però più accetto,

auguro peggio che a crudel nimico.

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CLXXXVI · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove