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1529–1575

CLXXXIX

Giovan Battista Nicolucci

Da qual fonte bevè l'aria quell'acque, onde la trita terra qui s'asperse, e prese polso e guizzo e salse e immerse la sua tenace forma ove le piacque.

Felice terra, che di stelle nacque e in brevi stille ogni vigor converse, né giungendo a l'interne bende terse, sopra la bianca verso il grembo giacque.

Tinto candido vel, ch'ella recise, raffigurando il tuo col caso mio, quanta pietà da gli occhi al cor ti mise! Pur sì t'invidio, che morrei, quand'io

con la polve de l'ossa nude, incise, toccar potessi là dove i'desio.

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