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1529–1575

CLXXXIV

Giovan Battista Nicolucci

Se qualche volta al mio bel sol mi meni, o dispietato Arciero, fai sopragiunger nebbie, anzi tempeste da chi vien a turbar miei dì sereni.

Son donne e cavalier degni soggetti, ma che cercan da me, che col pensiero son negli amati rai, né mi puon cose dir se non moleste?

Altre voglie, altri oggetti vietan ch'io intenda i lor noiosi detti; pur se vuo', come deggio, celar il foco, trovomi tra guai,

perché la luce, che quanto più veggio via più m'alletta, non convien ch'io miri, né pensi al moto de' celesti giri, altrimente al tacer, a le proposte,

al dar o tronche o non proprie risposte, al volger spesso i guardi scoprirei d'esser intento a lei: però, quando m'addatti

con questi tali e ch'io misuri gli atti, benché il volto sia volto con gli occhi sì ma non col cor gli ascolto.

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