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1529–1575

CLXXXI

Giovan Battista Nicolucci

Il piè fermai, perché vi corse il core, e me lasciò come insensibil sasso, quando la vostra man, dal camin lasso tornato, riverir mi fece amore.

Qual chiaro trasparir potea di fore segno più interno, ch'io di vita casso rimango, allor che dentro a voi trapasso con la pronta di me parte migliore?

Morto rimasi: ma sì dolce morte sentìi morendo, che non è qui vivo diletto alcun, ch'al mio morir giungesse. Ben quel dolce mortal passo più forte

sentito avrei, se mia partenza privo di vital forza il cor già non m'avesse.

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