La dolcezza ch'io piglio
in far che il mio rettor sia il vostro cenno
costante mi mantien nel duro essiglio
che parmi aver da voi, bench'io sia vosco,
e da l'amato ciglio
vien al troppo desio cotanto senno
che ai segni del mio cor mi riconosco,
e gli spirti amorosi audaci e intensi
perché noti non sian stringo e riparo,
e nel servirvi e torcere i miei sensi
non mi è il dolce sì amaro,
che l'amar non mi sia più dolce e caro.