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1529–1575

CLXXVII

Giovan Battista Nicolucci

A Occhi, lingue, sospetti, che state contra me sempre in su l'ali, quanti colpi mortali sento dai vostri dispettosi aspetti!

L'amor, la riverenza, ed i rispetti che a la mia donna porto fan che dentro sopporto gli incendi che dariano a voi soggetti,

ma s'avien mai che la natura sforze la ferma elezïon, sì che mie forze sian vinte dagli affetti, non già del tutto mai ma qualche poco,

ben mostra l'improviso e forte lampo, che dagli occhi e dal core sovente m'esce fore, che il desire onde avampo,

bench'io l'occulti e prema, non è poco; gran favilla non vien da picciol foco.

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