Sorgi, sol novo, e luce a luce accresci,
quell'alma accendi, quei capegli indora,
quei labri inostra, quelle guance infiora,
e co'tuoi raggi i suoi rischiara e mesci.
Più per tempo che mai lampeggia, e esci
dal bel vermiglio sen di questa aurora,
e là dov'ella e il figlio tuo s'onora,
maggior che altrove e più lucente cresci.
Che dico? a lei ch'è fonte, da cui piova
ogni splendor (ch'è il ben del paradiso),
darai tu novo lume o grazia nova?
Sorgi, e l'aspetto angelico ritrova:
e presa qualità dal dolce viso,
con sue bellezze il mondo e me rinova.