Quand'io svolgo la voce
per dar forma a gli accenti,
gli spirti miei, veloci più che venti,
corrono al vostro viso,
ove di loro è l'alma e il paradiso.
Ma in voi rimasi intenti,
sono al tornar sì lenti,
e sì lungo è il camin, la via sì cruda,
che la parola è nuda
d'ogni concetto mio:
se però parlo, par ch'io sia in oblio.