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1529–1575

CLXVI

Giovan Battista Nicolucci

Famelico è il desir ch'ebbe a finirsi negli aspri giorni in che di doglia e pianto né d'alcun ben già mai poté notrirsi. Oscurato è il desir da poi che tanto

il cieco affetto la ragione abbaglia che l'è d'intorno come opaco manto. Infinito è il desir che perché saglia, perché tenti abbracciar bellezze interne,

non mai se stesso in qualche parte agguaglia. Dunque se la mia donna questo scerne, e se mi è cibo e sole e ben sopremo, e sa come in tal caso si governe,

i' più spero che temo, ancor che paia di sua grazia scemo.

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