Dolci perle e rubin, dolce cresp'oro
tra dolci raggi più che il sol lucenti,
dolci soavi angelici concenti,
non scoprirete mai sì bel tesoro?
Ai vostri oggetti e a le bellezze loro
sono gli avidi spirti esclusi e intenti,
e, perché il voler cresce e i notrimenti
via più mancando van, languisco e moro.
Non basta che lo sdegno non m'ancida
per far ch'io viva; perché viver possa
mi si dia quel che mi sostenta e guida.
Di tutto l'amor suo forse m'affida
la donna mia, dal mio martir commossa,
ma in gran ben gran timor non si confida.