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1529–1575

CLXII

Giovan Battista Nicolucci

L'anima ch'ho per voi, che da voi prendo, ben preceder vorria, ma il piacer vostro, che di stimar più che la vita intendo, vi s'interpone e me la fende in mezo,

e voi, che sete il fin d'ogni mio mezo, tra il fin de l'alma e del contento nostro vi mettete di mezo, ed io a me giungo mia senza il suo resto,

però che a voi s'attiene, ond'io con me privo di me mi resto, e, s'è ben mio quel che da voi si tiene, non però me ne viene

né possesso né parte; poi l'esser voi da parte, sì che né me volete né pari al mondo avete,

fa ch'entro a sola sete.

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