L'anima ch'ho per voi, che da voi prendo,
ben preceder vorria, ma il piacer vostro,
che di stimar più che la vita intendo,
vi s'interpone e me la fende in mezo,
e voi, che sete il fin d'ogni mio mezo,
tra il fin de l'alma e del contento nostro
vi mettete di mezo,
ed io a me giungo mia senza il suo resto,
però che a voi s'attiene,
ond'io con me privo di me mi resto,
e, s'è ben mio quel che da voi si tiene,
non però me ne viene
né possesso né parte;
poi l'esser voi da parte,
sì che né me volete
né pari al mondo avete,
fa ch'entro a sola sete.