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1529–1575

CLX

Giovan Battista Nicolucci

Istro, che fai, che il corso tuo non pieghi dove il bel sol de gli occhi miei soggiorna? Vola, e dove di fiori il gelo adorna, quivi il tuo piè si torca e drizzi e leghi.

Visto che avrai, se luci liete spieghi, più ch'aventato stral rapido torna: ma se languisce, attuffa in Po le corna, né più ti vegga, e il ciel l'aria mi nieghi.

Se tornar vuoi, vieni, e di speme finta novelle porta, e con quel caldo intingi questo tremante cor, pria che s'agghiacci. Si dirà poi che già traesti, vinta

l'empia luna, l'augel sacro d'impacci, e ch'or la vita in morto amante pingi.

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