In questo dipartir de la mia salma,
a me un farsetto e al corrier sferza e bolge
fia assai su i corridor, cui punge e molge
or briglia, or spron, che han del camin la palma.
Ciò che è ben poco al corpo, nulla a l'alma
procuro, perché resta, e se si volge
pur con lo spirto a l'Istro, ahi, la rivolge
di costei, più che fren, la bella palma.
Reina del mio cor, che lascio a voi
dentro a l'albergo de i bei vostri lumi,
deh, non sdegnate, ch'ei ricetto pigli.
Che se poscia averrà ch'io mi consumi,
dolci avrò doglie ne i miei duri essigli
sol col pensar ne i dolci giorni suoi.