Lessi il fin d'una carta, e restai morto:
e da mentite lettre i'presi poi
altro senso e la vita, e vidi in voi
pietà del mal più che del ben conforto.
Empia fortuna, che guidasti in porto
ne l'agitato mar da i venti tuoi
mia navicella, or affondar la vuoi
tosto che a l'onde il ciel tranquillo hai scorto.
Empia fortuna, il tuo pensier non era
ne la morte salvarmi: onde m'avivi,
perché, tornando a me la vita, i'pera.
Se rinascendo il cor, di gioia il privi,
e dolce aita sol morendo spera,
gli spirti abbia ognor spenti e non mai vivi.