Come in sereno ciel tremanti stelle,
nel suo bel viso con soavi odori
tra chiuse e aperte eran sue luci belle,
sfavillando desio d'eterni onori.
Nuotar parean veri diletti in quelle,
e ne i veri diletti i dolci amori,
e in amor dolci angeliche fiammelle
vive di dentro e languidette fori.
Sonno non fu, ma una gentil rapina,
ma un balenar che l'alma fece a Dio
per gli occhi, onde costei spesso l'affina.
E s'era più costante il guardo mio,
visibilmente i'la vedea divina,
tolto dal mondo con leggiadro oblio.