Odi col cenno de i pietosi cigli,
ch'aperse a tempo l'affannato labro,
o de l'anima nostra unico fabro,
odi noi, Figlio, per far noi tuoi figli.
Se dentro e fuor con disusati artigli
levasti ciò che v'era sozzo e scabro,
il viso non sia più piombo o zinabro,
ma da cor mondo puro affetto pigli.
Da soffi, da cader, da piè, da legni,
da ferri e funi e flutti, e da tua forza
sferzato, e d'acuq e arena e d'orror colmo,
purgai per tua bontà midolla e scorza:
tal ch'or l'alma di preghi e fede i'colmo
e spero e godo già ne gli alti regni.